Passa ai contenuti principali

I ricordi del piccolo principe di J.-P. Guéno



Un bambino dai capelli d'oro si sveglia dal suo lungo sonno e comincia a raccontare la vita di Antoine de Saint-Exupéry, uno dei più amati scrittori francesi di tutti i tempi. Tira fuori da un baule foto, lettere, poesie, documenti, li sparge per terra e, disteso a pancia in giù, ci guida in un viaggio durato 44 anni. Breve ed intenso. 
Il piccolo principe parla ad Antoine. Gli ricorda l'infanzia spensierata di “Tonnio”, ricca di canti, di giochi, di passeggiate e bagni estivi; i primi racconti e i “quadretti” che arricchiscono le lettere alla madre amatissima. Parole e disegni, indizi di uno stile che lo accompagnerà tutta la vita. 
La grande guerra, la passione per il volo, il brevetto di pilota militare preso a Casablanca, l'esperienza traumatizzante del deserto, che diventa simbolo di una solitudine dell'anima. La rinuncia alla carriera nell'aviazione, vissuta come un esilio. La scrittura sostituisce il volo: se non il corpo, le parole sì potranno decollare. E ancora viaggiare. Viaggiare fuori e dentro di sé per sfuggire alla malinconia. Trovare un porto sicuro nell'amore travolgente per la sua “rosa”, Consuelo, che è «vanitosa nelle piccole cose e umile nelle grandi». 
Finalmente Antoine può tornare a volare. Durante la seconda guerra mondiale si fa assegnare missioni pericolosissime e sfiderà il destino fino a che, dopo l'ultima ricognizione, non farà più ritorno. Una morte misteriosa conclude l'esistenza del “traghettatore di stelle”. 
Rimangono solo le parole di un piccolo principe: «Bisognava che ti perdessi nelle sabbie del deserto per crearmi..., e per perdermi. E poi ti sei perso anche tu … nelle acque della rada al largo di Marsiglia. Ma io sono tornato... per illustrare il diario della tua vita». 
Un libro bello come questo è un grande dono.

Jean-Pierre Guéno (1955- ) è autore del ciclo “Paroles de”: Paroles de poilus, Paroles d'étoiles, Paroles du Jour J, Paroles de detenus, Paroles de femmes. Ha scritto anche Voleurs de feu, Paroles de l'ombre e molti libri illustrati che valorizzano i capolavori della letteratura francese.


Jérôme Pecnard è fotografo, grafico e direttore artistico pubblicitario, cofirmatario di molti testi della raccolta “Paroles de”. Il suo stile mescola documenti, fotografie e oggetti in composizioni originali ed evocative.


Jean-Pierre Guéno, I ricordi del piccolo principe, realizzazione grafica di Jérôme Pecnard, Bompiani, 2011, 199 pp.

ISBN 9788845269141.

Post popolari in questo blog

Caravaggio: la tavolozza e la spada di M. Manara

La luce, le tenebre. 
Il pennello corre veloce sulla tela. 
Alla ricerca dell'emozione. 
Rosso sangue nei quadri, rosso del sangue nella vita.  Fuori dai canoni, fuori dalle convenzioni. È il pittore spadaccino, è il Caravaggio di Manara. Due artisti lontanissimi si incontrano in un'opera che celebra il grande genio italiano. Manara resuscita la Roma del Seicento, quella delle vie sporche, degli splendori pontifici, delle molte contraddizioni. Le fastose processioni e le gogne, i traffici loschi e le pubbliche benedizioni.  In questo mondo barocco, nello stile e nell'anima, si muove Caravaggio. Si batte nei vicoli malfamati, assiste sconvolto all'esecuzione di Beatrice Cenci, e soprattutto dipinge.  Nei suoi quadri la prostituta diventa Madonna, i ladri e i mendicanti sono promossi Santi. È un'arte che fa la rivoluzione, non solo nelle forme ma anche nei concetti. Un'arte capace di guardare la realtà e di intuire cosa nasconde. Manara è particolarmente ispirato. Mantie…

Storia delle terre e dei luoghi leggendari di U. Eco

Immagina una sera d'estate di tanti anni fa... Un maestro e i suoi allievi passeggiano in giardino.  Poco lontano dalla città, le menti dei giovani si risvegliano: si sentono inebriati dal profumo dei fiori e dai suoni del tramonto.  Sembra una cicala il vecchio. Parla, e le sue parole cantilenanti sono più dolci del miele: «Tu, caro, immagina una città al centro di un labirinto di acqua. I tetti d'oro dei templi e della reggia scintillano, le case variopinte hanno finiture in bronzo e in fiammeggiante oricalco. Due fonti, una di acqua fredda e una di acqua calda, nutrono la terra, così che ogni tipo di pianta cresce e fruttifica...» Nella penombra del giardino è facile pensare ad Atlantide. Fantasticare di quell'isola superba, che osò sfidare gli dei. Di quegli uomini, migliori di noi, peggiori di noi. Di un Paradiso Perduto che il mare sommerse «nell'arco di un solo giorno, e di una notte». Atlantide, Iperborea, Eldorado colpiscono le corde più profonde della nostra anima,…

Rosso. Storia di un colore di M. Pastoureau

La luce del fuoco rischiara la caverna, mentre l'uomo preistorico dipinge. Le mani si tuffano in un liquido bruno e accarezzano la pietra, lasciando una traccia ora lieve ora intensa.  I cervi corrono veloci sul soffitto. A sinistra il grande bisonte si prepara alla carica, a destra i cacciatori scagliano un ventaglio di frecce. Le linee rosse risaltano sul bianco della roccia. È il primo racconto, la prima opera d'arte. Il rosso della terra, il rosso delle fiamme. Il sangue della preda scorre, conservando il ricordo dell'impresa appena conclusa. Sta nascendo la Storia. E nasce con il Rosso. Dall'ocra alla robbia, dal chermes alla cocciniglia. La porpora, dono del mare, fa impazzire i Romani. Diventa simbolo del potere: il Rosso Imperiale.  Il Rosso mistico della Passione di Gesù avvicina a Dio, come il Sacro Graal. Ma l'uomo medievale ha terrore del Rosso infernale. Il Rosso santifica, il Rosso danna. È il colore preferito. È il colore contestato. È il colore della Riv…