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La battaglia delle rane e dei topi di Omero



Si diradano le nebbie del mito... 
Figure nobili e leggendarie vengono avanti... 
Le rane: Melmoso, Godilacqua, Saltacavoli... 
I topi: Rodipane, Leccapiatti, Abitabuchi... 
Tutti coinvolti in una guerra crudele. Il motivo? Gonfiagote ha ucciso il nobile principe Rubabriciole. 
Gonfiagote come Achille, Rubabriciole come Ettore. 
Ad un passo dalla pianura di Troia, dove si svolge la famosa guerra, lo stagno è travagliato da un conflitto altrettanto memorabile. Gli schinieri sono gusci di fave verdi ben rosicchiate, le lance aghi affilati, scorze di ceci sono gli elmi calati sugli occhi: così i topi in armi. Le rane corrono ai ripari: foglie di malva e bietole come corazze, in testa un guscio di chiocciola. 
Il suono degli scontri richiama in campo perfino gli dei. Ares, Atena e Zeus incalzano o frenano la battaglia, parteggiando ora per gli uni ora per gli altri.
Un mondo piccolo e grande insieme. Così umano, proprio perché inumano. Tuttavia non ridicolo, né favolistico. Un mondo dove la contesa è aspra, lo scontro epico, l'ira terribile, il dolore commovente anche se vissuto dalle creature di uno stagno. 
La vicenda è tragica pur nell'ironia, autentica nel suo significato più profondo. Perché la guerra, per i piccoli animali come per gli uomini, ha la stessa insensatezza. È una voragine che inghiotte quello che c'è di buono e di caro. È l'immagine grottesca, deformata, di noi.

Omero (VIII sec. a. C.) è il poeta greco più famoso dell'antichità, autore dell'Iliade e dell'OdisseaDa tradizione gli sono attribuite anche alcune opere minori, come La battaglia delle rane e dei topi (o Batracomiomachia), gli Inni omerici, il Margite ed altri poemi del Ciclo epico


Massimo Fusillo è Professore Ordinario di Critica letteraria e letterature comparate dell'Università degli Studi dell'Aquila.


[Omero], La battaglia delle rane e dei topi, a cura di Massimo Fusillo, Guerini e associati, 1988, 148 pp.

ISBN 8878020303.

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