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Caravaggio: la tavolozza e la spada di M. Manara



La luce, le tenebre. 
Il pennello corre veloce sulla tela. 
Alla ricerca dell'emozione. 
Rosso sangue nei quadri, rosso del sangue nella vita. 
Fuori dai canoni, fuori dalle convenzioni. È il pittore spadaccino, è il Caravaggio di Manara. Due artisti lontanissimi si incontrano in un'opera che celebra il grande genio italiano.
Manara resuscita la Roma del Seicento, quella delle vie sporche, degli splendori pontifici, delle molte contraddizioni. Le fastose processioni e le gogne, i traffici loschi e le pubbliche benedizioni. 
In questo mondo barocco, nello stile e nell'anima, si muove Caravaggio. Si batte nei vicoli malfamati, assiste sconvolto all'esecuzione di Beatrice Cenci, e soprattutto dipinge. 
Nei suoi quadri la prostituta diventa Madonna, i ladri e i mendicanti sono promossi Santi. È un'arte che fa la rivoluzione, non solo nelle forme ma anche nei concetti. Un'arte capace di guardare la realtà e di intuire cosa nasconde.
Manara è particolarmente ispirato. Mantiene il suo tratto inconfondibile, ma lo mette al servizio del maestro: ridipinge i capolavori caravaggeschi e trasforma una grafic novel in una meravigliosa galleria d'arte. 

Milo Manara (1945- ) è un artista e fumettista italiano, conosciuto per il suo stile realistico e sensuale. Tra le sue opere si ricordano: Storia d'Italia a fumetti (scritto da Enzo Biagi); Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet (scritto da Fellini); I Borgia (sceneggiatura di Alejandro Jorodowsky).


Milo Manara, Caravaggio. La tavolozza e la spada, Panini, 2015, 60 pp.

ISBN 9788891204301.

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