Passa ai contenuti principali

Paperino e il mistero degli Incas di C. Barks



Museo di storia naturale. Un sorvegliante dal volto arcigno dà ordini al quarto aiutante custode. 
Controllare antichi tesori? 
Archiviare preziosi reperti? 
No, il compito è ben più impegnativo: spolverare una collezione di sassi provenienti dal Perù, tutti rigorosamente catalogati con l'indicazione «Un sasso», «Un altro sasso»... 
Così comincia un'avventura che porterà un piccolo papero, armato di una feroce determinazione, sulla cordigliera delle Ande, alla ricerca di ciò che rimane dell'antica civiltà Incas!
Paperino e l'isola misteriosa, Paperino enciclopedico, Paperino e gli incubi, Paperino e l'eco magica... 
Ogni aspetto della realtà è affrontato e in qualche modo esorcizzato da un coraggioso, generoso, collerico e terribilmente umano personaggio. 
Gli occhi grandi, spalancati sul mondo come quelli di un bambino, un becco fatto plastilina che riesce a interpretare ogni piccola emozione. 
E, dietro la maschera, un uomo alto e dinoccolato che racconta storie fantastiche con il cuore ancorato ad un tavolo da disegno.
Più aitante di James Bond, più spericolato di Indiana Jones, più dolce di Charlot...

Auguri Paperino! (e grazie Carl Barks)

Carl Barks (1901-2000) è stato un fumettista, illustratore e pittore statunitense. Anche conosciuto come «l'uomo dei paperi», credeva fortemente nella capacità dei suoi personaggi di interpretare la natura umana. Tra le sue storie più famose si ricordano: Paperino e le sette città di Cibola, Zio Paperone e la favolosa pietra filosofale, Zio Paperone e la Stella del Polo.

C. Barks, Paperino e il mistero degli Incas, Rizzoli Lizard, 2012, 240 pp.

ISBN 9788817060653

Post popolari in questo blog

Caravaggio: la tavolozza e la spada di M. Manara

La luce, le tenebre. 
Il pennello corre veloce sulla tela. 
Alla ricerca dell'emozione. 
Rosso sangue nei quadri, rosso del sangue nella vita.  Fuori dai canoni, fuori dalle convenzioni. È il pittore spadaccino, è il Caravaggio di Manara. Due artisti lontanissimi si incontrano in un'opera che celebra il grande genio italiano. Manara resuscita la Roma del Seicento, quella delle vie sporche, degli splendori pontifici, delle molte contraddizioni. Le fastose processioni e le gogne, i traffici loschi e le pubbliche benedizioni.  In questo mondo barocco, nello stile e nell'anima, si muove Caravaggio. Si batte nei vicoli malfamati, assiste sconvolto all'esecuzione di Beatrice Cenci, e soprattutto dipinge.  Nei suoi quadri la prostituta diventa Madonna, i ladri e i mendicanti sono promossi Santi. È un'arte che fa la rivoluzione, non solo nelle forme ma anche nei concetti. Un'arte capace di guardare la realtà e di intuire cosa nasconde. Manara è particolarmente ispirato. Mantie…

Storia delle terre e dei luoghi leggendari di U. Eco

Immagina una sera d'estate di tanti anni fa... Un maestro e i suoi allievi passeggiano in giardino.  Poco lontano dalla città, le menti dei giovani si risvegliano: si sentono inebriati dal profumo dei fiori e dai suoni del tramonto.  Sembra una cicala il vecchio. Parla, e le sue parole cantilenanti sono più dolci del miele: «Tu, caro, immagina una città al centro di un labirinto di acqua. I tetti d'oro dei templi e della reggia scintillano, le case variopinte hanno finiture in bronzo e in fiammeggiante oricalco. Due fonti, una di acqua fredda e una di acqua calda, nutrono la terra, così che ogni tipo di pianta cresce e fruttifica...» Nella penombra del giardino è facile pensare ad Atlantide. Fantasticare di quell'isola superba, che osò sfidare gli dei. Di quegli uomini, migliori di noi, peggiori di noi. Di un Paradiso Perduto che il mare sommerse «nell'arco di un solo giorno, e di una notte». Atlantide, Iperborea, Eldorado colpiscono le corde più profonde della nostra anima,…

La battaglia delle rane e dei topi di Omero

Si diradano le nebbie del mito...  Figure nobili e leggendarie vengono avanti...  Le rane: Melmoso, Godilacqua, Saltacavoli...  I topi: Rodipane, Leccapiatti, Abitabuchi...  Tutti coinvolti in una guerra crudele. Il motivo? Gonfiagote ha ucciso il nobile principe Rubabriciole.  Gonfiagote come Achille, Rubabriciole come Ettore.  Ad un passo dalla pianura di Troia, dove si svolge la famosa guerra, lo stagno è travagliato da un conflitto altrettanto memorabile. Gli schinieri sono gusci di fave verdi ben rosicchiate, le lance aghi affilati, scorze di ceci sono gli elmi calati sugli occhi: così i topi in armi. Le rane corrono ai ripari: foglie di malva e bietole come corazze, in testa un guscio di chiocciola.  Il suono degli scontri richiama in campo perfino gli dei. Ares, Atena e Zeus incalzano o frenano la battaglia, parteggiando ora per gli uni ora per gli altri. Un mondo piccolo e grande insieme. Così umano, proprio perché inumano. Tuttavia non ridicolo, né favolistico. Un mondo dove la conte…